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Laylas
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« on: February 25, 2006, 03:29:37 pm » |
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Ciao a tutti, ho appena finito di leggere le vostre fantastiche storie e galvanizzato dalla loro bellezza ho voluto provare a scriverne una mia  spero vi piaccia come a me sono piaciute le vostre e che dire... ci si sente in game Cap 1: Scelte "é il tuo destino" una semplice frase, detta la maggior parte delle volte per incoraggiare o in qualche modo aiutare moralmente un individuo con eccessiva insicurezza. Talvolta però, queste parole, possono anche creare un immenso sconforto negli animi di persone che fin dalla nascita agognano la libertà. Tale caso si verifica particolarmente in un giovane, Laylas. Il ragazzo, alla soglia della maturità, venne indirizzato nel campo ecclesiastico sin dai primi anni della sua vita, questo era infatti il desiderio di suo padre, Halbor , discendente della gloriosa stirpe elfica bheenor, da sempre veneratrice di altana. Laylas non era un ragazzo particolarmente forte, nè fisicamente nè moralmente, i lunghi anni passati sopra i tomi gli avevano donato una grande conoscenza sul mondo e sulle creature che lo popolavano, ma in cuor suo sentiva di essere totalmente vuoto non avendo avuto alcun riscontro pratico. Mancavano ormai pochi giorni alla sua consacrazione come discepolo di altana e il suo spirito era fragile come un bicchiere di cristallo, poichè era consapevole che quando sarebbe entrato nell'ordine (seguendo il desiderio di suo padre) avrebbe avuto l'assoluta certezza di dover dire addio a tutti i suoi sogni di libertà e d'avventura, di poter diventare un errante avventuriero come alcuni celebri eroi del calibro di Lomadel o Alabard, del quale aveva tanto letto e dai quali era rimasto affascinato. Era ormai il giorno precedente alla consacrazione e come tutte le sere, Laylas, era seduto alla sua scrivania di castano intento a ripassare ancora una volta il sacro rituale, sembrava una sera come tutte le altre nei borghi alti dei quartieri sand'oriani quando un gemito strozzato, proveniente dal grande salone della casa fece sobbalzare l'elfo sulla sedia. Laylas rimase immobilizzato per qualche attimo, fissando il vuoto e cercando di percepire un qualunque movimento proveniente dalla stanza accanto, quando alla fine decise di muoversi per controllare cosa fosse successo nel salone della sua casa, seppur avendo un oscuro presentimento. Con il terrore nell'animo e il rumore dei battiti che arrivavano fin sulla tempia si affacciò prudentemente dalla porta socchiusa della stanza e riuscì a notare, con immenso raccapriccio il corpo del padre esanme in terra. Lo shok era fortissimo e l'elfo riuscì a malapena ad avvicinarsi per vedere l'estremità di un pugnale spuntare dal fianco del cadavere del padre, i cui occhi fissavano sgranati il vuoto. Non seppe mai il perchè ma in quel momento, nel vedere il padre morto disteso in maniera scomposta nel tappeto, sentì una grande vampata di ardore che per un attimo lo fece tremare, era come se la vista, che avrebbe distrutto qualsiasi altro ragazzo della sua età lo avesse in qualche maniera eccitato a tal punto da riuscire freddamente ad informare le guardie dell'accaduto. Il giorno seguente, cioè il giorno in cuoi doveva svolgersi la sacra cerimonia dell'investitura, Laylas si trovò dinnanzi a due strade: Poteva continuare la vita a cui era stato preparato fin da quando era un fanciullo o intraprendere l'incerta strada dell'avventura e seguire i soi sogni. Solamente nei suoi sogni più belli poteva immaginare di avere la possibilità di scegliere il suo destino ma ora, propio nel momento nel quale poteva stringerla con mano, si rese conto della complessità della scelta, poiche si, era vero che morto il padre non aveva più vincoli che lo legavano alla vita ecclesiastica, ma d'altra parte vide il proseguo di quella tanto odiata vita come l'accompimento delle volontà del defunto genitore. Gli ci volle un intero giorno per decidere finalmente la sua strada, avrebbe seguito i suoi sogni, diventando ciò che avrebbe sempre voluto essere, un nobile cavaliere intento a portare pace e giustizia nel mondo. Partì cosi, donando quasi tutti i suoi beni all'ordine ecclesiastico (col quale sentiva di avere un debito visti i lunghi anni di studi) per dirigersi pieno di ardore e speranza verso un nuovo e luminoso futuro. Questo è l'inizio, poi se vi piace potrò scrivere anche il resto^^ aspetto vostri giudizi allora  (e nn siate troppo cattivi :lol: ) ciaooo
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 Grazie Sir!
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Morses
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« Reply #1 on: February 25, 2006, 05:54:26 pm » |
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bene bene molto bello aspetto il secondo capitolo
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Trisire
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« Reply #2 on: February 25, 2006, 09:32:31 pm » |
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Bello continua mi interessa :wink:
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Squallxyz
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« Reply #3 on: February 25, 2006, 09:39:17 pm » |
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Bravissimo Lay ^^ Credimi,quando hai descritto la scena della morte del padre,mi sn venuti i brividi °-° Sembrava d vedere quella scena O.O Continua così ^^ Sono curiosissimo d leggere il II capitolo e quelli ke verranno ^^
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Levihan
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« Reply #4 on: February 26, 2006, 11:02:44 am » |
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:rage: xkè ti sei fermatoooooo uffi voglio vedere come continua
:asd: lol..bella storia anke tu...complimenti^^
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Daniel
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« Reply #5 on: February 26, 2006, 03:35:17 pm » |
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Bellissima storia^^!! Sei molto bravo, sono curioso di leggere il seguito!
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Nun liebe Kinder gebt fein acht ich bin die Stimme aus dem Kissen ich hab euch etwas mitgebracht hab es aus meiner Brust gerissen mit diesem Herz hab ich die Macht die Augenlider zu erpressen ich singe bis der Tag erwacht ein heller Schein am Firmament Mein Herz brennt
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Sennar
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« Reply #6 on: February 26, 2006, 08:21:44 pm » |
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bella storia, continua pure che ci fai un piacere :wink:
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Job: Blm75 - Rdm75 - Brd 75 - Bst 75 - Drg 75 Subjob: Whm38, Nin38, Sch40, Sam37, War37Altri job: Smn22Rank (sandy): 9 Merit: 8/8MP - +6 EnfMag - Dia3 - Bio3 - Slow2 - Para2 - Blind2 - Phalanx2 - Freeze2 - Burst2 Toau: Done / Rank LC ZM: Done CoP: Done  Ty Sir0
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Laylas
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« Reply #7 on: February 26, 2006, 10:00:37 pm » |
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Grazie a tutti amici  ecco qua il secondo capitolo Cap 2: l’inizio del viaggio Era freddo, l’aria gelida si faceva strada fra i numerosi alberi presenti in quel terreno e sembrava arrivare sino alle ossa provocando un terribile senso di malessere. Laylas era cosciente di aver appena iniziato il suo lungo viaggio e non voleva certo scoraggiarsi agli albori della sua storia, ma era assai difficile per un elfo cresciuto in un ambiente aristocratico e nobile sopravvivere in un ambiente ostile e del tutto indifferente alla sua presenza, più di quanto non lo fosse per un normale ragazzo della sua età, Il giovane era avvolto completamente nel suo lungo manto blu che lo copriva lasciando scopeti solo i vispi occhi che scrutavano continuamente l’oscurità. A rassicurarlo fu unicamente un sottile spiraglio di luna che, riuscito a superare la gran massa di nuvole nere, risplendeva sulle ondulate colline schiarendo a chiazze l’uniforme distesa d’erba. Pensava a quel raggio bianco luminoso come una metafora relativa alla sua speranza di divenire un baldo cavaliere. Laylas rimase ancora qualche minuto accovacciato, prima di cadere in un sonno profondo, al grande fusto del castagno pensando e ripensando eccitato all’importante scelta effettuata che lo portava a fantasticare su numerose storie inventate che vedevano lui, l’impavido eroe protagonista, fronteggiare numerose avversità per poi perseguire e raggiungere il suo obbiettivo. Ancora legato al mondo dei sogni, l’elfo, si sentì smuovere leggermente la gamba destra, in un primo momento ricondusse il tocco a suo padre, che lo chiamava svegliandolo, poi ripensò ai recenti eventi; la morte del padre, l’abbandono dell’ordine e la partenza. Aprì gli occhi ancora assonnati di scatto e vide un lungo verme marrognolo che gli si era ormai avvinghiato alla gamba arrivando fin sopra il ginocchio. La reazione fù spontanea ed instintiva, l’elfo balzò in piedi sfoderando la sinuosa spada chiusa nel fodero di pelle e con un colpo secco assestò un fendente raso terra che squarciò il verme riducendolo a due parti inermi; l’una giaceva nel terreno mentre l’altra era ancora disperatamente attaccata alla gamba del giovane. Laylas, ancora con il fiatone causato dal brusco risveglio, rinfoderò la lucente lama e con un calcio nel vuoto riuscì a liberarsi dalla fredda presa dell’ormai defunto verme, “se mi faccio spaventare da creature come queste” pensò tra se “non riuscirò nemmeno a superare i margini della foresta”. E così riprese il cammino fiducioso come mai delle sue capacità, lo “scontro” con il verme, anche se insignificante, l’aveva riempito di coraggio e ardore, per la prima volta riusciva a vedere chiaramente il suo “destino”, parola a lungo odiata che gli suscitava un terribile senso di malessere e deprimenza, e che ora lo riempiva invece di felicità e voglia d’avventura. Erano passate alcune ore e l’elfo stava ormai oltrepassando i finora sconosciuti confini della foresta esterna a san d’oria. Il tempo cambiò velocemente quanto radicalmente, passò da un piacevole tepore mattutino ad un’aria fredda ed umida con un cielo totalmente nascosto da un’immensa massa di nubi grigiastre. Il ciò era facilmente spiegabile dal cambiamento del paesaggio circostante, visto che ormai Laylas aveva oltrepassato i finora da lui invalicati confini di rounfare. L’elfo rimase per qualche minuto ad ammirare ammaliato il bellissimo paesaggio circostante; sin dai suoi primi anni di vita egli era affascinato dalle immense piane erbose, seppur osservate soltanto nei voluminosi libri illustrati, esse gli conferivano un immensò senso di libertà, riusciva in quei momenti a dimenticare la sua triste e monotona vita fantasticando sulle mille avventure che potevano essere accadute in quei luoghi magici e arcaici. Il cammino era ora più leggero, le gambe si erano ormai abituate al viaggio ed il suo spirito straripava di coraggio, era come se l’elfo fosse predisposto al viaggio sin dalla nascita e quella qualità, soppressa per tutto quel tempo, si sia sfogata totalmente in quel momento. Il viaggio nella piana era ormai alla sua metà, quando un tozzo e rude individuo apparì dietro una quercia. Laylas rimase qualche secondo immobile cercando di mettere a fuoco l’immagine, che sembrava venirgli incontro. Era così, il figuro si era incamminato improvvisamente verso l’elfo che rimaneva ancora immobile con l’intento di identificarlo. La camminata divenne corsa e d’un tratto un brivido freddo percorse la schiena dell’elfo che rimase paralizzato con gli occhi sgranatio verso l’ormai nota figura: era un temibile orco. Laylas non accennava ancora a muoversi, tutti i muscoli erano rimasti tesi e rigidi come delle lastre d’acciaio mentre l’orrendo orco ancora puntava correndo il ragazzo. Di seguito, mentre stava ancora correndo, la bestia estrasse una rozza e malandata ascia che ondeggiava minacciosa verso il giovane. “Devi rimanere calmo” continuava a gridarsi il ragazzo dentro di se, pur sapendo che se l’orco, molto più esperto e anziano di lui, avesse attaccato, sarebbe immediatamente perito sotto l’enorme ascia. La creatura era ormai a pochi passi e con un urlo sollevò l’ascia fin sopra la testa per poi spiccare un balzo contro l’elfo che assisteva terrorizzato con spada sguainata che puntava verso il terreno. Successe tutto in pochi attimi, arrivò dal nulla una lucente figura che con un agile salto riuscì a portarsi al lato destro dell’elfo e parare il temibile e potente attacco che si concluse con un immenso boato che risuonò echeggiando per alcuni secondi nella sconfinata piana. Laylas, ancora sbigottito dal susseguirsi degli eventi, vide la mistica figura ritirare velocemente la spada dal contatto con l’ascia per assestare di seguito un fendente letale al fianco dell’orco che esplose in un grido sordo e cupo. Cadde a terra subito dopo, contorcendosi per alcuni attimi, finché non si fermò e morì. L’elfo guardava ancora incredulo la figura esanime dell’oscura creatura quando il suo nobile salvatore, dopo aver rinfoderato la spada, si girò lentamente per rivelare la sua identità.
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 Grazie Sir!
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Trisire
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« Reply #8 on: February 27, 2006, 07:04:57 am » |
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:clapclap:
Continua dai come va a finire?? :?(/impaziente)
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Yunaluce
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« Reply #9 on: March 03, 2006, 11:31:00 am » |
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Bellissima Lay :shock: Ragazzi, i vostri racconti sono bellissmi! Siete davvero bravi a scrivere ^^
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Dear friends... Distance is covering your way... Tears your memory...
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Morses
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« Reply #10 on: March 03, 2006, 12:26:10 pm » |
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tutti bravi a scrivere tranne me <.<
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Finnegan
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« Reply #11 on: March 03, 2006, 02:11:01 pm » |
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bello, bello, bello!!!! leggere questa sezione del forum sta diventando il mio passatempo preferito!!
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 Grazie Bubu per la firma!!
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darked
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« Reply #12 on: March 05, 2006, 08:38:57 am » |
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strepitosoo  bellismo layy continua cosi " l’elfo balzò in piedi sfoderando la sinuosa spada chiusa nel fodero di pelle e con un colpo secco assestò un fendente raso terra che squarciò il verme riducendolo a due parti inermi" :shock: hai veramente aperto in due un povero verme? poverino 
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 DARKED Bonecraft 100|Leathercraft46lWoodworking 59 JOB:|DRK75|THF75|BRD75|WAR75 altrijob:blm46,nin37,sam37,smn24,mnk12,whm37,rng22,cor35,rdm19,pup15,drg16
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Laylas
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« Reply #13 on: March 05, 2006, 01:20:07 pm » |
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Cap 3: Il lungo cammino Alabard! Proprio lui, l’indomito paladino aveva salvato il giovane elfo da un’orrrenda morte ingaggiando un fulmineo combattimento con il furente orco. Laylas rimase ad osservare meravigliato l’autoritaria figura del cavaliere, finora aveva soltanto letto nelle lunghe notti sand’oriane le sue prodi gesta su voluminosi libri, ma ora incredibilmente era d’innanzi a lui. Il paladino sfoggiava una lucente armatura completa in platino che proteggeva il guerriero nella totalità del suo corpo eccezion fatta per la testa, che rimaneva scoperta in assenza dell’elmo, nel fianco sinistro aveva installato un grande fodero blu che ospitava al suo interno la sinuosa spada Exeplion, con la quale aveva trafitto svariati e terribili mostri, e che ora era servita nell’intento di salvare la vita del giovine, ed infine, nel suo braccio sinistro, trovava locazione un grande scudo con dei ricami dorati presenti sulla facciata esterna. “Salute a te mio giovane amico” disse Alabard portando la mano nel petto ed accennando un inchino, “Cosa ti porta in queste pericolose terre?” chiese in seguito. L’elfo, ripresosi dalla meraviglia dell’incontro, si aggiustò i lunghi capelli neri e si lasciò cadere in un grande inchino per poi dire: “Mio salvatore, vi porgo i miei più sentiti ringraziamenti per aver sopraffatto quella creatura”. Il paladino, udendo le parole, portò la sua mano sulla spalla del giovane in segno d’amicizia mostrando uno sguardo completamente rilassato e felice, “In verità sono qui di passaggio” continuò Laylas “intendo arrivare nella grande città di Jeuno, so che lì si riuniscono grandi cavalieri del vostro calibro, vorrei incontrarne uno che sia disposto a farmi da maestro”. “molto bene mio giovane avventuriero, e in che mestiere vorresti specializzarti?” chiese Alabard guardando l’elfo che subito rispose con sguardo fiero “Intendo diventare un nobile paladino, fin da bambino sono stato educato nell’apprendere i puri ideali dell’uguaglianza e della virtù, e ora vorrei mettere in pratica, seppur in modo diverso, le ultime volontà del mio defunto padre.” “Mi rammarico per tuo padre mio giovane amico” disse il paladino guardando a terra “ma puoi dire conclusa la tua ricerca” continuò alzando lo sguardo per incrociarlo a quello di Laylas “Potrei mostrarti il lungo cammino che porta al paladino se tu lo vuoi”. In un primo momento l’elfo rimase allibito, non poteva credere a quello che aveva appena udito, rimase qualche secondo con gli occhi increduli fissati a quelli del paladino pensando a quella che da allora potesse diventare la sua vita che finora era stata particolarmente triste e grigia. “Che ne dici, accetti la mia proposta?” chiese in seguito Alabard all’elfo che aveva ora sostituito l’espressione incredula per mostrare un' inaspettata e sincera felicità che trovava sfogo in un grande sorriso, “Sarei infinitamente onorato” disse l’elfo perdendosi in un profondo inchino, come poteva rifiutare, ciò che gli stava capitando era molto al di sopra delle sue più ottimistiche previsioni su quello che sarebbe stato il suo futuro, futuro che ora riusciva finalmente a vedere, nitido e luminoso. “Molto bene mio giovane allievo” continuò Alabard accennando un sorriso “Ma bada bene; paladino vuol dire molte cose, cose che non saranno facili né da apprendere né da applicare”. “Sono pronto a qualunque genere di addestramento” ribattè immediatamente Laylas non riuscendo a contenere gran parte dell’entusiasmo, “La tua preparazione non avrà luogo ben definito, non ci sarà una remota sala d’addestramento. Paladino non è saper maneggiare abilmente una spada, né saper nascondersi bene dietro un grande scudo, questo verrà da sé con il tempo, la cosa fondamentale che distingue un paladino da un comune guerriero che bisogna temprare e purificare sino alla perfezione è lo spirito. Per questo il viaggio stesso che intraprenderai a partire da oggi assumerà anche un valore interiore; Viaggia, aiuta la gente in difficoltà, fai conoscere al tuo cuore solo la virtù, solo così un giorno non troppo lontano, potrai coronare il tuo sogno di diventare un paladino” concluse Alabard che aveva ormai un espressione seria e decisa. Laylas si sentì fremere dalla gioia, tali parole l’avevano esaltato a tal punto che i suoi occhi ora erano diventati lucidi, “Lo farò maestro”, solo questo riuscì a dire, aveva in serbo decine di frasi più appropiate, ma alla fine prevalse la più semplice e sincera. “Molto bene, ora và, ci rincontreremo molto presto, buona fortuna giovane paladino”, e detto questo, Alabard, porse un inchino all’elfo per poi incamminarsi verso il sole che si andava ormai nascondendo dietro gli inerpicati rami spogli di una vecchia quercia. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale… :lol: scherzo :asd: , cmq Ala, mi sono permesso di fantasticare 1 po’ sull’equip e sulla spada  al prossimo cap!
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 Grazie Sir!
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Trisire
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« Reply #14 on: March 05, 2006, 01:30:13 pm » |
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bella Lay :wink:
Aspetto il prox capitolo :sbav:
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